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Apple, mai più senza.

Ecco come mi sono reso conto che senza quel “mai più senza” non posso stare.

L’illuminazione è arriva paradossalmente proprio grazie al COVID-19, anche noto come CORONAVIRUS, che mi ha costretto a stare a casa per 72 giorni, fino ad oggi 4 maggio 2020, giorno della fine del lockdown che ci ha indotto a reinventarci il modo di vivere ed interagire.

Ma prima di iniziare a spiegarvi le motivazioni che mi hanno. portato a fare tale affermazione, vi invito a guardare quanto video realizzato da Apple, e che ci fa fare  “Un fantastico viaggio attraverso hardware, software e servizi”.

Dopo il precedente post “AIRPODS E AIRPODS PRO, MAI PIÙ SENZA“, dove racconto il motivo per cui per il sottoscritto gli AirPods sono diventati così fondamentali, mi sono reso conto che in effetti la mia vita ormai è quasi totalmente legata alla multinazionale di Cupertino.

Devo tornare un po’ indietro nel tempo quando nel 1998, all’età di 19 anni, ormai diplomato, mi ero messo in testa che “da grande” avrei fatto il creativo e per questo motivo mi sarei dovuto comperare un Mac, o meglio un Macintosh, esattamente un Power Macintosh G3. Mai e poi mai avrei pensato che saremmo arrivati dove siamo oggi. Ero già esattamente in scia, anzi alla fine della rivoluzione del 1984 ma un pelo prima della rivoluzione dell’iMac, presentato il 7 maggio 1998.

Internet di allora era una roba che faceva un rumore strano mentre si avviava la connessione (vabbè che era una connessione quella?). Il Nokia 3210, il mio primo cellulare, acquistato proprio grazie a quello che avevo potuto guadagnare grazie al mio Macintosh, era un telefono dal design anonimo, senza connessione al web, nessuna fotocamera e neanche la tastiera a scorrimento, ma aveva il T9 per la scrittura veloce degli SMS.

Caspita ma ve lo ricordate?!

Insomma, nemmeno con la più fervida immaginazione avremmo potuto prevedere ciò che sarebbe successo dopo qualche decennio: connessioni 5G, telefoni sempre connessi, il navigatore, almeno due fotocamere e la possibilità di scrivere le proprie cazzate su un blog personale.

Per sostenere la lotta contro la pandemia di Coronavirus, Apple ha annunciato che dirotterà il 100% dei proventi ammissibili derivanti dalla commercializzazione della linea di prodotti (RED) verso il Fondo globale COVID-19.

Perdonate, mi sono dilungato, ma ho fatto un vero e proprio viaggio nella macchina del tempo, anche questa volta grazie ad Apple, il cui obbiettivo è sempre stato quello di creare i migliori prodotti per l’utente in ogni branca del mercato digitale. E per una ragione, il profitto. 

Apple ha creato un business di grande successo attorno alla cura dell’esperienza del cliente, e la felicità degli utenti si traduce in un continuo aumento di valore delle azioni di Cupertino a Wall Street.

Infatti, Apple pubblica i risultati fiscali del Q2 2020 e raggiunge il massimo storico dai servizi, proprio mentre il mondo si è chiuso in casa per la pandemia.

Per i più curiosi, il secondo trimestre fiscale del 2020 è terminato il 28 Marzo 2020. Apple ha avuto un ricavo di 58,3 miliardi di dollari, con un aumento dell’1% dal confronto anno-dopo-anno, utili trimestrali diluite per azioni da 2,55 dollari, sopra del 4%. Le vendite internazionali costituiscono il 62% di ricavo. Come anticipato, grandissimi i risultati raggiunti dai servizi con un ricavo di 13.3 miliardi di dollari.

Devo rassicurarvi però che questo articolo era già nel mio retrocranio prima ancora di conoscere questi dati e che avevo espresso lo stesso pensiero in un post su Facebook del 9 Aprile di quest’anno,  molto prima che questo articolo, dopo questi numeri potesse sembrare una marchetta.

Ma proviamo a tirare le somme.

Apple costituisce un ecosistema perfetto, fatto di innumerevoli applicazioni pensate per offrire la miglior esperienza possibile con il minor sbattimento possibile. 

Ogni prodotto è eccellente sotto ogni punto di vista, dal design fino all’equilibrio del sistema operativo e di conseguenza perfette sono le prestazioni che offre su ogni device e/o servizio.

E vi spiego perché:
Ho iniziato a scrivere questo articolo da un Mac. Ho anche lavorato sul Mac, uso tutti i giorni il Mac. Poi ho telefonato con un iPhone indossando le mie AirPods e fatto una video call via FaceTime con l’iPad mentre il mio iPhone trasmetteva musica alle cassa Bose in sottofondo. Intanto guardavo un Keynote per una presentazione e ora, in verità, sto scrivendo lo stesso articolo iniziato questa mattina, sdraiato a letto, con un iPad che ha condiviso attraverso iCloud ogni singola parola trascritta, e non vedo l’ora di terminare per riprendere a guardare la serie su Apple TV ma non prima di aver chiesto a Siri di spegnere tutte le luci di casa dicendo semplicemente “Hey Siri, buonanotte!”.

Ve lo dico,  praticamente vivo dentro l’ecosistema Apple. E non potrei mai più vivere senza.

 

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