Il tatuaggio è un’opera eterna su un supporto effimero.

Un celebre tatuatore francese così ama descrivere il proprio lavoro e la propria arte, che parte da tempi molto lontani e con significati molto differenti nel corso della storia. Nell’antico Egitto le donne del Faraone si pittavano per celebrarne i fasti, nell’antica Roma chi lo portava erano i galeotti, nella Nuova Zelanda simboleggiava religione e famiglia di appartenenza.

Un tattoo racconta una storia, la nostra storia, che non vuole essere raccontata con le parole ma attraverso il nostro confessore che lo traduce sulla pelle.

Una stile artistico, perchè di questo si tratta, che è stato molto chiacchierato, discusso e negli anni ’50-’60-’70 un pò malvisto, manifestando diffidenza agli occhi di chi lo guardava interpretandone, non sempre correttamente, una figura dietro di dubbia moralità. Di certo c’è che fin dalle sue origini è sempre stato un segno distintivo che fosse di una nobile famiglia Mahori, di possenti vichinghi o di sottoculture underground.

Ai giorni nostri il tatuaggio ha un elemento fondamentale in comune con la nostra barba, ossia una scelta di stile personale; il voler trasmettere qualcosa della propria personalità e del proprio carattere attraverso un elemento visibile sul proprio corpo, da una parte il desiderio indelebile del ‘tattoo’ e dall’altra il look, modificabile a seconda delle proprie fasi di vita, rappresentato dalla barba e dai baffi per far risaltare la fisionomia del proprio viso e il taglio degli occhi.

Di certo c’è che non tutti portano bene la barba, così come non tutti portano bene un tatuaggio, fondamentale nella scelta deve essere una mente libera che porti ognuno di noi a farla e curarla con la dovuta attenzione.

Cos’è un tatuaggio se non la libera espressione di arte in tutte le sue forme.

Ogni forma d’arte è caratterizzata da molteplici stili che ne rappresentano la filosofia e la scuola di appartenenza;  Giulio Canepa grazie alle alle sue origini italo-brasiliane è testimone dell’unione di due mondi molto differenti ed un viaggio artistico attraverso stili ed interpretazioni culturali differenti.

 Fin dai primi anni di scuola ero solito trascorrere i pomeriggi immerso tra matite, colori, fogli di carta che rendevo miei con creatività e totale coinvolgimento.

Così Giulio descrive i suoi primi passi, la genesi di una passione presto trasformata in professione fatta di studio, di viaggi e di apprendimento da maestri d’arte. Il completamento dell’artista e del professionista è passato attraverso i continui miglioramenti nella pittura, calligrafia, disegno, scultura ed incisione, tutti sinonimi di una evoluzione ed un completamento mosso principalmente dalla ‘passione’ .

Nella sua filosofia artistica c’è la necessità di creare empatia e fare un vero gioco di squadra con il cliente, che aiuti a tradurre un’idea in un tatuaggio, perchè, come ama sottolineare, ‘puoi dimenticarti perchè hai fatto un tatto, ma non di chi te lo fatto’  essendo un rito di passaggio fatto di moda e stereotipi, ma anche molto di intimo e personale.Passione , questa è la parola chiave che muove ognuno di noi nelle nostre azioni quotidiane e nel nostro stile; per noi la barba e i baffi sono quel segno distintivo a cui non possiamo rinunciare, con cui giochiamo creando forme talvolta anche bizzarre, per scelta o per autoironia;   per  Giulio Canepa è un’arte fatta di disegni, frasi significative e caratteri idiomatici che trasmetterà e racconterà sulla vostra pelle.

Perchè i tatuaggi, come la barba, fanno parte della tua vita, invecchiano con te e cambiano insieme a te.
Barba Lifestyle

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